Gruppo Acaja

La grande lotteria degli incentivi

Dicembre 2, 2008 · 26 Commenti

No al suicidio energetico!

Il Centro Studi sull’Economia Immobiliare – CSEI ha condotto un’indagine sulla propensione delle famiglie italiane al risparmio energetico. I risultati si sono rivelati più che incoraggianti: il 98,6% degli intervistati dichiara di seguire in casa comportamenti virtuosi, volti a risparmiare energia; dunque, il grado di sensibilizzazione è elevatissimo e si va dallo spegnere le luci degli ambienti quando si esce da una stanza (88,7%), all’utilizzo di lampadine a basso consumo (71,9%), all’acquisto di elettrodomestici che consumano meno (56,7%), fino allo spegnere gli apparecchi invece di lasciarli in stand-by (54,8%), all’installazione di vetri termici (45,9%) e all’adozione di valvole termostatiche sui termosifoni (24,6%).

Il 12,4% delle famiglie intervistate ha dichiarato di aver eseguito negli ultimi anni almeno un
intervento volto al risparmio energetico.

Che tipo di intervento?

L’86,7% ha eseguito lavori per la riqualificazione e la riduzione del fabbisogno energetico della propria abitazione; il 53,8% ha fatto interventi sull’involucro dell’edificio per la riduzione delle dispersioni; il 34,6% per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda e il 33,2% per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale per installare caldaie a condensazione.

Notevole impatto ha certamente avuto il meccanismo virtuoso di detassazione delle spese sostenute per la realizzazione di questi interventi, era possibile recuperare fino al 55% dell’importo sostenuto. Una norma, che ha permesso di creare un volume di affari superiore ai 3 miliardi di euro per un incentivo totale pari a circa 820 milioni di euro. Un risparmio gradito alle famiglie: se nel 2007 gli interventi detraibili per risparmiare energia erano stati 106mila, nel 2008, ad oggi, sono oltre 70mila: dato che la documentazione per il 2008 può essere presentata fino a marzo 2009, si stima
che il dato finale si aggiri intorno ai 130mila, le detrazioni si riferiscono comunque alle sole spese effettuate nel corso del 2008.

Tutto questo era possibile e virtuoso almeno fino al famoso decreto anti-crisi, grazie al quale invece, si ridimensionano pesantemente gli incentivi per il risparmio energetico negli edifici.

Con l’articolo 29 (qui l’estratto della relazione a corredo del decreto) infatti si introducono complicazioni burocratiche (la richiesta deve essere inoltrata all’Agenzia delle Entrate e la sua valutazione segue l’ordine cronologico di invio della domanda) e il principio del “silenzio rifiuto” (i privati e le imprese intenzionati a chiedere il bonus dovranno inviare una domanda all’agenzia delle Entrate – il cui silenzio, entro 30 giorni, equivale a un rigetto – e sperare che i fondi stanziati non siano ancora terminati). Nel
provvedimento si impone un tetto massimo incentivabile (previsti 82 milioni di euro per il 2008: 1/10 di quelli usufruiti l’anno precedente) . E non solo: la norma è retroattiva, cioè vale anche per l’anno in corso, il 2008. In questo caso però, mancato invio della domanda o diniego da parte dell’agenzia delle Entrate, pregiudicherà solo in parte l’incentivo: l’interessato potrà usufruire di una detrazione dall’imposta lorda, ma solo se è una persona fisica e solo al 36% delle spese sostenute (fino ad un massimo di 48.000 euro da ripartire in 10 rate annuali).

Chi si è fidato dello Stato, ha fatto l’intervento quest’anno e contava di recuperare il 55%, rischia di perdere migliaia di euro: circa 15 mila euro di mancati incentivi, ma in questa cifra non sono considerati i lavori effettuati proprio per rientrare nei parametri previsti per l’erogazione degli incentivi stessi: investimenti che possono essere stimati tra i 15 e i 35 mila euro, per un totale tra i 30 e i 45 mila euro. Migliaia di euro investiti pensando al recupero delle spese, che invece adesso servono per partecipare ad una vera e propria lotteria degli incentivi.

Un vera mazzata, insomma, per certi versi una vera truffa ai danni dei cittadini, visti i messaggi positivi lanciati con la finanziaria 2008 (che prorogava le agevolazioni fino al 2010). Cittadini che oltre al danno dovranno pure subire la beffa demagogica del “falso” tetto sui mutui (fissato al 4% per mutui a tasso variabile che si attestano in media intorno al 4,5%, 5% con tassi in discesa) o quella dei mancati bonus energia (basta essere proprietari per risultare fuori dai parametri previsti). Una mazzata che si ripercuote anche sulle imprese del settore, in un momento in cui il mercato edilizio subisce già le prime flessioni.

E poi si parla di SKY.

(continua…)

[ip]

Categorie: Notizie
Messo il tag: , , , , ,

26 risposte finora ↓

Lascia un Commento