L’orto del vicino

L’orto del vicino è sempre più verde. Solo che a volte quel verde che spicca rischia di non essere quanto sperato.

Alcune piante strane rischiarono di attecchire nell’orto dei nostri vicini del Beinale un paio di anni or sono: 500 bei megawatt di centrale a turbo gas sembravano destinati ad allietare gli abitanti di Magliano Alpi e dintorni. I quali non sembrarono gradire la cosa e comitati di “No alla centrale” sorsero subito per contrastare la cosa.

Seccata la pianta della “centralona” iniziarono a spuntare le piantine delle “centraline”. Tendenza da un certo punto di vista comprensibile vista la fame di energia della nostra società, e la volontà delle industrie locali di accedere ad essa a prezzi più bassi, sotto la minaccia di delocalizzare in altri paesi la produzione.

Memori dell’ostracismo verso la “centralona”, ecco che qualche testa d’uovo tira fuori il teleriscaldamento. Testa d’uovo, si, perché in effetti è proprio qualcuno intelligente, che conosce la comunicazione. Il teleriscaldamento viene presentato come un grande intervento di razionalizzazione. Cosa che in parte è vera. I politici locali parlano di razionalizzazione, la stragrande maggioranza della stampa locale, memore delle migliori stampe dei regimi totalitari, parlano di razionalizzazione. Nessuna volontà di fare informazione.
E magicamente nessun comitato di protesta si crea. Perché protestare contro un intervento di razionalizzazione?

Quello che mi piacerebbe, sarebbe che le persone chiamassero le cose col loro nome. Il significato delle parole è importante.
Se vogliono fare una “centralina”, che lo dicano. Non lo nascondano dietro il teleriscaldamento. Che dicano che emissioni di polveri sottili ci saranno. Perché nel contempo chiudono i centri urbani alle auto e mi viene da domandarmi se la centrale sia Euro 4.
Perché basta guardare molto vicino a noi, nell’orto di Savigliano, ad esempio. Dove già qualcuno ha notato come non si può parlare di razionalizzazione, se si fa una centrale che funziona tutto l’anno (il riscaldamento delle abitazioni nella peggiore delle ipotesi interessa 6 mesi) e si tratta di una centrale di cogenerazione, dove solo in parte quindi viene prodotto calore (esempio 50% calore e 50% elettricità).

Facciamo due conti della serva.
Attualmente a Fossano si inquina 100, dati il sistema non razionalizzato delle caldaie centralizzate dei condomini..
Il teleriscaldamento razionalizza, quindi si inquina solo più 80 per il riscaldamento (dicono loro).

Però: funziona minimo il doppio dei mesi all’anno e solo per metà contribuisce al riscaldamento (e quindi ad abbassare quella quota 100 di cui si diceva).
Mal contato, dopo l’intervento di razionalizzazione a Fossano l’inquinamento sarà 320.
3 volte tanto l’inquinamento attuale. Chi vi ha detto qualcosa? Se questa è razionalizzazione, per carità smettete!

[ae]

Per confronti ed approfondimenti:
Savigliano: teleriscaldamento o telebufala?
Centrali a turbogas dannose
Danni alla salute dalle Centrali a turbogas

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