Il numero selezionato è occupato

In altre faccende affaccendati non siamo riusciti a partecipare e quindi a testimoniare circa i temi promossi dal convegno “Fossano chiama Torino” segnalato e commentato alcuni giorni fa. Grazie però ai potenti mezzi a disposizione della “redazione” siamo comunque in grado di offrirne uno spaccato.

La Fedeltà, Anno 110 numero 14,del 18 Aprile 2007, pubblica un articolo titolato: “Il Fossanese-Saviglianese, area di decongestionamento di Torino?” nel quale si riporta quanto avvenuto nella sala del Castello.

In sintesi, l’autore dell’articolo, Giovanni Bergese, offre due chiavi di lettura dell’incontro: una politica intorno al conetto di città-diffusa, l’altra programmatica circa l’intenzione di rendere realtà uno slogan: “Il Cuneese Nord Est del Nord Ovest”.

Per quanto riguarda la parte politica sono da segnalare la risposta di Chiamparino, sindaco di Torino, e dell’onorevole Soave, ex sindaco di Savigliano, circa le idee promosse dal sindaco di Fossano. Per Chiamparino c’è un sostanziale accordo su quanto espresso, in particolare per quanto riguarda la città-diffusa, una realtà che già esiste, quindi più che crearla occorre ragionare sugli investimenti. Poi si pone il problema su quale ente debba farsi carico della promozione di queste idee, auspicando un riordino del sistema amministrativo.

Dunque un sostanziale segnale di occupato da parte del principale “referente” istituzionale per le proposte presentate.

Dall’altro lato l’onorevole Soave, docente universitario, ultimamente al centro di polemiche per l’uscita del libro “La Storia di Savigliano – il ‘900” da lui curato, curiosamente afferma che lo sviluppo di un’area non è facilmente determinabile dalla politica e spesso è frutto del caso. Questa è una manifestazione di impotenza politica molto forte, specie se detta da uno studioso, storico, nonchè politico di primo piano della nostra provincia. Data questa premessa qualsiasi intenzione o proposta diventa sostanzialemente fine a se stessa, infatti Soave ribadisce un concetto da noi già espresso: “Non vogliamo certo diventare la periferia di Torino alla stregua di Nichelino…” , ma visto quanto detto poco prima si potrebbe obbiettare che nonostante le buone intenzioni questo non può essere escluso, perchè probabile risultato di un incrocio di fatalità.

La seconda parte, quella programmatica, ha riguardato le infrastruture di comunicazione (Asti-Cuneo, aereoporto, raddoppio linea ferroviaria Fossano-Cuneo), temi culturali (Università di Savigliano, il polo formativo dell’IIS Vallauri) e l’agricoltura. In particolare tutti si sono mostrati concordi riguardo le questioni circa il collegamento ferroviario, lento e inefficiente, che una volta risolte potrebbero aiutare nella realizzazione della città-diffusa oggetto del dibattito.

In sostanza quello che appare dall’articolo è un “nulla di fatto” che rieccheggia spesso seguendo le evoluzioni dei temi cari ai nostri amministratori locali, specie nel caso di visioni politiche a lungo termine e interconnesse con la realtà del territorio. Un segnale di vuoto politico nei fatti più che nelle intenzioni, che appare tanto più grave quanto legato a manifestazioni analoghe sullo scenario nazionale, indice di un problema che coinvolge tutta la cosiddetta “catena del potere”.

[ip]

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