Cose da fare quando fuori piove

Poco più di un mese fa in un post mi chiedevo se dietro a certe argomentazioni si celasse una qualche logica, o se non dovessero essere piuttosto inserite nel contesto di un generale senso di vuoto comunicativo. Un vuoto usato anche come filtro, in grado di mascherare dietro l’apparente informazione la realtà.
Proprio a tale scopo questo blog tenta di intercettare le briciole di informazione che trapelano dietro gli articoli e i comunicati, cercando, per quanto possibile in un contesto di evidente asimmetria nella conoscenza dei fatti, dei documenti e delle azioni, di ridisegnare il quadro generale, possibilmente dunque, di fare informazione.

Nel post di cui sopra si è parlato della prossima centrale termoelettrica a legna in quel di Castagnole delle Lanze [1]. Col tempo l’eco della notizia non si è spento, anzi sono nate iniziative, come il Comitato difesa Valle Tanaro [3], sono state indette riunioni e altro.

In particolare la Gazzetta d’Alba [2] riporta le dichiarazioni del sindaco di Govone, comune confinante con la zona ove sorgerà la Centrale. In prima istanza riguardo al metodo: “C’è stata una disinformazione totale nei confronti della popolazione del paese e delle Amministrazioni dei Comuni limitrofi. Ho saputo della decisione dell’Amministrazione di Castagnole mediante i giornali e i volantini informativi del Comitato difesa Valle Tanaro. Una centrale da 13,5 megawat, la più grande del Piemonte, non può essere costruita senza aver prima sentito i Comuni limitrofi, visto che tra l’altro dovrebbe sorgere ai confini del paese. La proposta di costruire tale impianto doveva essere discussa in una sede più ampia con tutti i rappresentanti di tutti i Comuni confinanti. Avrei preferito essere informato prima, non a convenzione approvata e per giunta da un Comitato e non dal Sindaco. Si tratta di una decisione importante per il tutto il circondario, dal momento che l’inquinamento che produrrà riguarderà tutti”. Poi nel merito: “L’Amministrazione di Govone non è favorevole alla costruzione di una centrale di quelle dimensioni. Se proprio tali strutture dovranno essere costruite, dovranno avere dimensioni sicuramente molto più ridotte. In più l’impatto ambientale non sarà indifferente: l’acqua utilizzata dall’impianto verrà reimmessa nel Tanaro, trenta camion al giorno andranno avanti e indietro da Mondovì a Castagnole a portare il legno da bruciare. La società Silvateam, interessata a questa costruzione, è infatti di San Michele di Mondovì”. Ed infine esprimendo alcune, condivisibili, perplessità: “Il timore più grande è che questo impianto possa passare a bruciare rifiuti (bruciare rifiuti – ricorda il comitato – dà profitti superiori a quelli che si ottengono bruciando legna)”.

Importante quindi la considerazione finale dell’autore dell’articolo: “Quello che viene recriminato da più parti quindi è una generale mancanza di comunicazione. Se la comunicazione in campo ambientale sta facendo passi da gigante in altri luoghi, ed è tesa sempre più non solo all’informazione ma anche al coinvolgimento, in questa situazione sembrano essere venuti a mancare entrambi i fattori. Questo ha provocato nella maggior parte dei cittadini un fenomeno di rifiuto. La posizione govonese è forse ancora più critica: il paese si troverebbe infatti ad accettare un impianto che sorgerebbe ai confini del suo territorio, senza che qualcuno ne abbia chiesto un parere e di cui dovrebbe subire solamente gli impatti negativi.”

Duole sottolineare la contraddizione di chi, giornalista, rammarica una mancata informazione ambientale, ed inoltre la mancanza di quel ruolo di “controllo”, supervisione, che l’informazione locale dovrebbe avere circa le azioni degli amministratori pubblici. Ruolo fondamentale in un sistema democratico fondato sulla rappresentanza, perchè mezzo di conoscenza su propositi e azioni delle “sfere di potere” per gli elettori, i consumatori, l’opinione pubblica.
Ecco quindi che occorre supplire a questo vuoto, mantenendo alta l’attenzione, continuando nella collezione della microinformazione che cola dalle pagine della cosiddetta Informazione, per non rischiare, di trovarsi di fronte ad un fatto compiuto, con la beffa del sentire: “Ma era stato detto”. Un invito esteso a tutti, da fare ogni qualvolta ci si trova davanti a qualche cosa che colpisce, interessa, appassiona. Fosse anche solo un intervallo della nostra giornata, settimana, mese o anno. Fosse anche su argomenti distanti, lontani nello spazio ma probabilmente destinati ad avere ripercussioni sul nostro quotidiano.

[ip]

Informazioni tratte da:
[1] “Centrale a legna: via libera”, Gazzetta d’Alba n. 10 del 6-3-2007
[2] "No alla Centrale a legna", Gazzetta d’Alba n. 15 del 10-4-2007
[3] Comunicato del Comitato Difesa Valle Tanaro

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15 risposte a “Cose da fare quando fuori piove

  1. viene il sospetto che in generale i giornalisti siano più attenti a difendere chi li paga, o a non pestare i piedi a qualcuno, specie se grosso, che altro..
    mi fa ridere il fatto che pochi telegiornali, ad esempio, abbiano passato la notizia che 1 treno di partecipanti alla manifestazione del primo maggio a roma è stato dagli stessi devastato, letteralmente devastato… i soli a psaar la cosa sono stati i telegiornali “mediaset”… perchè era una notiza favorevole al loro datore di lavoro.. una notizia è 1 notizia punto e basta. i giornalisti facciano informazione, non propaganda o censura!

  2. opinioni totalmente ed innegabimente giuste…ma ricordate che siamo in Italia, e se le cose vengono nascoste oppure vengono trasmesse solamente da qualcuno, c’è un motivo che a quel qualcuno dà particolari vantaggi, nella fattispecie economici!

  3. Non credo sia un discorso da restringere solo all’Italia e non penso sia solo “sudditanza psicologica”. Temo anzi che si possa parlare sia di malafede sia di poca professionalità, perchè nella fattispecie salta subito all’occhio il cattivo affare rimediato dai cittadini di Castagnole, tanto che viene richiesto l’indennizzo, come già evidenziato nel post precedente. Eppure anche se riportato non viene commentato dall’articolista, lasciando all’opinione pubblica tutti gli oneri: quello di capire il contesto (fare quindi le veci del suo amministratore), quello di elaborare e verificare possibili controproposte e infine eventualmente di protestare.
    Un po’ troppo no? Qualche ruolo dovrebbe essere assunto da chi di dovere, no?

  4. …E cosa diciamo della centrale termica Fossanese?

    …da quanto ho capito il teleriscaldamento non è che una centrale termica alle porte di Fossano!!??

  5. A proposito di Teleriscaldamento….
    Immagino uno scenario futuro, in cui un certo numero di condomini smantellino la propria caldaia a gasolio/metano/patate e si affidino alla società che fornisce il teleriscaldamento…
    Il servizio offerto sarebbe in completa esclusiva! La società potrebbe tranquillamente imporre il proprio prezzo al cliente che impotente dovrebbe accettarlo!

    Un dubbio quindi nasce spontaneo! non è che con il Teleriscaldamento qualcuno si farà un bel pò di soldi e qualcun’altro finirà per prendersi una doppia fregatura? (danno ambientale/economico) Ai posteri l’ardua sentenza!!

  6. il teleriscaldamento è solo la faccia bella di una nuova centrale elettrica: senza questo cappello non la si riuscirebbe a fare. chi ne beneficia? le aziende che useranno l’elettricità a costo minore (es. michelin) e il gestore della rete di teleriscaldamento (ha il monopolio degli utenti “pubblici” -scuole, ecc – e dei privati che aderiscono: sostanzialmente i condomini con riscaldamento centralizzato). da colloqui informali con persone che usano il telriscaldamento in 1 altra città della granda, savigliano, i benefici in termini economici per il privato sono esigui.

  7. Non capisco alcune cose: come fa a costare meno l’energia elettrica autoprodotta rispetto a quella fornita dal gestore nazionale? Non dovrebbe proprio essere ENEL, in quanto produttore all’ingrosso, a produrre e distribuire in maniera efficiente l’energia, quindi con il minor costo possibile? Altrimenti, se l’energia costa meno è perchè costa meno il combustibile usato. Dato per scontato che anche sul fronte combustibili fossili ENEL ha certo una forza contrattuale migliore rispetto a Michelin, che nel settore non è particolarmente grande, cosa bruceranno per far scendere il prezzo da renderlo così interessante da sobbarcarsi la costruzione della centrale???

  8. Bruceranno per caso dei casi RIFIUTI!!!!!!!

  9. ….E’ necessario informare l’opinione pubblica…o almeno indurla ad informarsi…

  10. Domanda provocatoria: E’ necessario che l’opinione pubblica si informi? Voglio dire: se non l’ha fatto fino ad oggi, perchè dovrebbe farlo ora? In fondo anche noi siamo in ritardo, arrivati su un progetto già approvato e che per quanto ne sappiamo è già in fase realizzativa. Nessuno, nell’opinione pubblica, ha detto nulla.

  11. Diciamo che è stato fatto tutto con una certa discrezione…Secondo me siamo ancora in tempo…

    Magari con un pò di volantinaggio….??

  12. Pingback: …e il quattro vien da se! « Gruppo Acaja

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