Biciclette abbandonate da tempo

Col bel tempo, i pendolari che utilizzano la bicicletta per raggiungere la stazione aumentano; per leggi di mercato i posti in cui lasciare le fedeli due ruote fino al ritorno a Fossano diventano ovviamente più ricercati. Vi sono però numerosi reperti storici, biciclette usate in ere lontane, che sono state abbandonate da tempo immemorabile.

Lasciate esposte alle ingiurie del tempo e non solo, occupano spazi che potrebbero essere meglio utilizzati dai pendolari odierni. Oltre a privare di spazi i pendolari ciclisti, la situazione attuale non presenta grossi pregi estetici, cui la nostra città e la sua commissione edilizia è particolarmente sensibile, e dà un’immagine generale di degrado ed abbandono. Sinceramente non saprei chi possa esser deputato ad intervenire, o se qualcuno lo sia. Rimane comunque una situazione che andrebbe a mio modo di vedere sanata. Almeno periodicamente.

E’ vero che per quanto riguarda l’accessibilità della stazione, oggetto di interventi edilizi, sono stati realizzati parcheggi nuovi per automobili lungo via Verdi; per le biciclette, il tutelare i parcheggi esistenti pare quantomeno sensato. In periodi di ZTL ambientali, si ricorda che la bicicletta rispetta i vincoli dell’EURO 4, e il suo utilizzo sarebbe da incentivare, anche attraverso queste piccole attenzioni.

Con l’occasione si vuole auspicare una maggior attenzione verso questa modalità di spostamento e agli spazi ad essa riservati, magari pensando anche piste ciclabili da e per le principali mete delle migrazioni ciclistiche (stazione, scuole..), in modo tale da limitare i pericoli per gli utenti della strada e favorire la diffusione di una modalità di spostamento salutare ed ecologica. I percorsi ciclabili in città sono in generale privi di un piano: gli spazi esistenti riservati a chi non si sposta in automobile prevedono poi spesso una coesistenza non ben definita di pedoni e ciclisti. Una loro razionale interconnessione consentirebbe un miglior sfruttamento anche degli spazi esistenti.

C’è da sottolineare che una bella iniziativa come la pista ciclabile verso la zona artigianale e Genola manca di un raccordo sicuro con il centro cittadino: l’interconnessione è infatti condivisa con gli automezzi attraverso uno stretto cavalcavia oppure via Circonvallazione.

Il controviale che fiancheggia viale Regina Elena non ha sbocco ciclabile verso la stazione: un cartello nei pressi del monumento alla Lavandaia segnala come il controviale di Salita Salice sia di pertinenza pedonale. Potrà sembrare una pignoleria, ma qualora avvenisse un incidente ad un malcapitato ciclista su strisce pedonali, anche qualora egli non abbia colpa, sarà dalla parte del torto per il codice stradale e quindi per le assicurazioni.

Sempre rimanendo sulla direttiva Viale Regina Elena -Stazione, fonte di ingorghi e di potenziale pericolo è l’incrocio ove sorgerà la rotonda; speriamo che il progetto contempli spazi dedicati anche a mezzi di trasporto non a motore: la presenza di cicli sulla sede stradale è fonte di pericolo per i ciclisti stessi, ma anche per gli automobilisti, in quanto limitano lo spazio, talvolta già esiguo, utile al transito sulla sede stradale stessa: qualora si facciano interventi sulla viabilità, ove possibile, sarebbe opportuno separare i due flussi di circolazione, date le loro diverse caratteristiche.

L’incentivare mezzi di spostamento ecologico dovrebbe essere una priorità, se si osservano i proclami e le attenzioni verso la limitazione delle fonti inquinanti cittadine e la sicurezza stradale, oltre che un modo per migliorare la qualità della vita cittadina. I progetti curati da alcune scuole cittadine, esposti in piazzetta Manfredi in occasione della settimana per la sicurezza stradale, evidenziavano poi aspetti diversi del problema qui sollevato, dimostrandone una percezione condivisa a diversi livelli da parte della cittadinanza.

[ae]

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6 risposte a “Biciclette abbandonate da tempo

  1. Non saprei proprio come intervenire per restituire un po’ d’ordine in questa zona. Solo non vorrei che decidessero di rimuovere senza criterio anche quelle bici talmente vecchie da essere automaticamente anti-furto e che proprio per questo sono utilizzate ( qualcuno l’aveva già proposto).

  2. si però quelle vandalizzate… a terra da mesi…

  3. Certo, non dico che non sia una situazione da sanare. Ad esempio si potrebbero stipare in un qualche luogo, al quale il legittimo proprietario potrebbe richiedere la restituzione.

  4. il mio pensiero al rigurado è: 1- lascio 1 bicicletta in stazione, spero di ritrovarla come la ho lasciata >> nei lavori di rifacimento della stazione, perchè non prevedere 1 zona videosorvegliata di posteggio?nn so, mi è venuta adesso 2- se mi danneggiano la bici, e non mi interessa +, o me la riporto a casa, o la butto via, non la lascio per sempre li.. perchè mi viene il dubbio o che o non si abbia grosso senso civico, o quella bici sia stata rubata e quindi della sua sorte non se ne curi + nessuno.. e quindi riterrei sensata la rimozione

  5. Sull’affollamento degli spazi destinati alle bici anche io non vedo che una sola soluzione : la rimozione per le bici in evidente stato di abbandono e mutilate della maggior parte dei pezzi.
    Potrebbero essere mantenute dal comune cosi come gli oggetti smarriti. Credo anche che la zona adibita al posteggio bici vada ampliata , almeno alla fine dei lavori del Movicentro in cui spero abbiano previsto uno spazio adeguato.

  6. santagraziellascatenata

    rimuovere le biciclette senza manubrio, senza ruote, senza sellino, con ruote a terra (segno di mancato utilizzo secolare) permetterebbe già di ricavare un buon numero di spazi per ciclisti urbani…
    si potrebbe poi studiare un accordo con il comune: le bici rimosse potrebbero essere cedute a volenterosi volontari che potrebbero rimetterle in strada. In sostanza, il comune coprirebbe le spese per la manutenzione: le bici rinate potrebbero essere in parte vendute, in parte messe a disposizione per uso gratuito in città (sul modello di savigliano, ad esempio; o se volete, sul modello – ideato dai Provos – delle biciclette bianche di Amsterdam)…
    Per la cronaca, le biciclette bianche, sparse per la città di Amsterdam, erano a disposizione di chiunque ne volesse fare uso: la polizia decise di sequestrarle, con la motivazione che istigavano al furto… effettivamente, avevano ragione: se non è stato furto quello…

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