Battere sul tubo finché è caldo

A quanto pare il teleriscaldamento Fossanese sta diventando un argomento scottante. La questione, di per sè semplice, sulla sua opportunità ha ceduto il passo alla mancata trasparenza sul progetto e sul sistema complessivo, per poi naufragare su questioni di secondaria importanza quali la mancata presenza di una centrale alla quale collegare i tubi che si stanno piazzando in Viale Regina Elena.

La principale fonte di informazione locale dedica un’intera pagina del suo ultimo numero al teleriscaldamento, visto, come al solito, come un ‘opportunità da cogliere al volo.

In particolare un’interessante intervista [1] all’amministratore delegato di EGEA rimarca la necessità dell’opera in costruzione. Questi i passi salienti:

“Il progetto di teleriscaldamento non ha subito alcuna battuta d’arresto. Noi siamo in condizione di fornire il servizio a partire dalla prossima stagione autunno-invernale dice Pierpaolo Carini, “Il progetto da noi presentato prevede, a regime, l’alimentazione da una centrale di produzione nell’area Michelin, che alimenterà anche le necessità energetiche dello stabilimento. Tale ferma determinazione è stata più volte ribadita sia da noi, sia dai vertici Michelin e sia dall’Amministrazione comunale di Fossano. Fin da subito, tuttavia, la rete di teleriscaldamento non sarà alimentata dalla centrale di produzione presso Michelin perché si è verificata una oggettiva difficoltà di realizzare sia la centrale sia il relativo collegamento (compreso l’attraversamento ferroviario) in tempi utili per la prossima stagione termica.”

Quindi come sarà alimentato il circuito quest’inverno?

“Stiamo lavorando all’ipotesi di realizzare una piccola centrale provvisoria presso lo stabilimento della Balocco.”
L’ipotesi Balocco è compatibile con le indicazioni previste nell’appalto?
“Sì, abbiamo verificato che l’area della Balocco da un lato consente il pieno rispetto delle tempistiche di progetto, dall’altro si armonizza con le linee guida dell’iniziativa che prevedono, in sintesi, la realizzazione di sinergie con le attività produttive ed industriali di Fossano, il rispetto dell’ambiente attraverso l’installazione, presso la centrale termica, di macchinari caratterizzati dalle più moderne tecnologie e dai più rigorosi sistemi di controllo delle emissioni, in linea con le più recenti direttive europee; l’allontanamento delle sorgenti inquinanti dalle zone a maggior concentrazione urbanistica.”

In realtà l’industria Balocco è vicina agli insediamenti residenziali…
“Sì, ma l’impianto verrebbe situato nella zona meno prossima agli insediamenti e, in ogni caso, una volta entrata in funzione la centrale della Michelin, la centrale potrebbe essere spenta. Noi proponiamo di utilizzarla come centrale per la sola emergenza. Questo avrebbe indubbi vantaggi per la sicurezza e continuità del servizio reso alla cittadinanza, in termini di garanzia di costante erogazione di energia termica, anche nel caso di eventuale default della prima. Un valore aggiunto oltre tutto inizialmente non previsto. “

Questa è una visuale dall’alto della città di Fossano: le iconcine rosse rappresentano le due ipotesi di collocamento della centrale: Michelin e Balocco. La zona in blu è l’area dove attualmente è in corso la posa dei tubi.

teleriscaldamento-ipotesi_centrali.png

Se la centrale sorgerà presso Balocco, sarà nel punto a maggior distanza dagli insediamenti. In dettaglio questa è l’area di cui si parla:

teleriscaldamento-la-balocco.png

Come si può vedere l’area è circondata da abitazioni, tranne a Nord, campagna e a Sud Ovest dove ci sono gli impianti sportivi di Santa Lucia.

Siamo a Giugno, quindi ad appena 4/5 mesi dalla messa in funzione dell’impianto. Saranno sufficienti per la costruzione della centrale? Saranno sufficienti per effettuare tutte quelle operazioni che possono consentire la scelta del sito migliore, la ricerca del minor impatto ambientale, la maggior efficienza, la realizzazione tecnica all’avanguardia tanto prospettata? Oppure si farà ricorso alla situazione di “emergenza” per tappare i buchi di una gestione fin qui scandalosa?

[ip]

Informazioni tratte da:
[1] "Carini: “Siamo in grado di fornire il teleriscaldamento da quest’anno",La Fedeltà, numero 20 anno 110, 30 Maggio 2007
[2] Per le foto aeree: Google Maps

 

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2 risposte a “Battere sul tubo finché è caldo

  1. “Realizzazione di sinergie con le attività produttive ed industriali di Fossano”, “Rispetto dell’ambiente” e “allontanamento delle sorgenti inquinanti dalle zone a maggior concentrazione urbanistica”.
    Parole chiave per una centrale alternativa che potrebbe essere spenta, ma il cui scopo principale è il “pieno rispetto delle tempistiche di progetto”. Il ricorso all’emergenza come giustificazione è già presente, a Giugno, e potrebbe già essere utilizzato per “passare sopra” a tutta quella sacrosanta burocrazia che ogni cittadino in altre situazioni sarebbe tenuto ad osservare.

  2. Pingback: Pioggia calda « Gruppo Acaja

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