(Tele)cronaca del (Tele)riscaldamento

Fossano. Sottochiesa dello Spirito Santo. 12/06/2007. h21. Incontro Comune-Egea-Alpi Acque con la cittadinanza.
Oggetto: il teleriscaldamento a Fossano e l’ipotesi di una centrale di cogenerazione presso la Balocco.

All’ingresso della chiesa le forze dell’ordine (2 vigili) a testimonianza dell’atmosfera calda che si respira.
Probabilmente tele-riscaldata.
Il sottochiesa dello Spirito Santo è gremito. Meno male l’invito non è stato esteso a tutta la cittadinanza altrimenti l’assemblea si sarebbe dovuta trasferire in altre sedi, tipo il Palazzetto delle sport o lo stadio Comunale.

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Il sottochiesa dello Spirito Santo

Penso poche iniziative possano vantare un’affluenza tanto alta, in relazione oltre tutto al target limitato di persone per cui è stata pensata. Viene da suggerire di proporne di più.
Sinceramente, chi non c’era, si è perso una grande occasione: vedere una Comunità riunita, come poche volte succede nel frenetico mondo di oggi; na comunità preoccupata, con problemi reali, che vuole risposte univoche, reali, verificabili.

H. 21. Fischio d’inizio. La palla al sindaco Balocco, spalleggiato dalla presenza vicina e silenziosa degli assessori Paglialonga e Olivero. Il sindaco inizia la propria azione spiegando il teleriscaldamento, le tipologie di fonti combustibili. Parte da lontano. Si dice teso. Percepisce un’atmosfera ostile.

Si dovrebbe domandare come si sia arrivati ad un’atmosfera ostile.

Comprende le preoccupazioni della sala. Dice che EGEA aveva detto fin dall’inizio che sarebbe servita una centrale temporanea. (Salvo poi smentirsi nel finale quando le squadre si allungano dicendo che il fatto della centrale provvisioria è emerso dopo e non è previsto nel progetto finale.) E comunque si tratta di un’ipotesi puntualizza.

Tenta l’assist all’Ing. Carini di EGEA. La palla è intercettata dalla platea. Che attacca. Diretta.
Non si crede alla temporaneità della centrale. L’unica garanzia la centrale sia temporanea, è che si faccia quella definitiva alla Michelin. Non c’è nessun rappresentante di Michelin in sala che lo attesti. Si vuole nero su bianco un impegno scritto. Da parte di Egea/Comune/Michelin.
Non ci si fida di parole. Scripta manent, recita saggezza antica.

Il documento di impegno sembra non ci sia. Sembra tutto molto probabile ma il documento dalla discussione successiva non salterà fuori. EGEA parla di dichiarazione di intenti con Michelin e la ditta francese che dovrebbe realizzare la centrale. Magari renderà accessibile tale documentazione. Ieri non è stato fatto.

L’assemblea è preoccupata dell’aumento delle emissioni e delle concentrazioni di inquinanti che si potrebbero riscontrare in zona.
L’assemblea è preoccupata della perdita di valore dei loro investimenti. Frutto del lavoro di anni.

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Da sinistra: Paglialonga, Balocco, Carini

Ci sono anche momenti di tensione. Il pathos in sala è palpabile.

La terna comunale si fa piccola piccola, non può che subire l’impeto della sala. Quando questo si placa, entra in gioco Carini. Bella presenza, non si scompone, subisce gli attacchi, le critiche, lascia dire, ascolta, qualcosa risponde, fa il suo gioco. Più politico dei nostri politici. Se si candidasse lo voterei. Comunque tiene bene il campo ed espone le ragioni della scelta di EGEA.

Dopo la mezzanotte riesce anche ad entrare in campo il Prof. Montrucchio, citato dal sindaco nella sua lettera, inventandogli addirittura un Dipartimento ad hoc al Politecnico. Il professore paga un po’ la sua accedemicità di fronte ad un’assemblea ormai stanca.

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Il Prof. Montrucchio

Avendo modo di parlare con lui dopo l’incontro, i suoi studi non evidenziano particolari problemi di impatto per il territorio circostante. Ribadisce come si tratti di un impianto di limitate dimensioni.
Dice che è la prima volta che vede una tale opposizione ad un impianto di tali dimensioni.

E secondo me è questo il punto. La comunicazione del progetto. Che ha creato il marasma, sembra, abbastanza immotivatamente.
La mancanza di comunicazione da parte degli attori di questa vicenda ha generato sospetto, mancanza di fiducia, paura. L’icontro di ieri non poteva che partire da una base di tensione. Oltre tutto la gente sospetta ormai non si tratti di ipotesi. Ma che sia tutto deciso e quello di ieri fosse uno specchio per le allodole.
L’incontro andava fatto mesi addietro.
Mesi addietro si dovevano fornire spiegazioni ai cittadini.

Tutto quello che è apparso sulla stampa locale, ufficio stampa comunale, è stata pubblicità.

Avessero detto esaustivamente le cose non si avrebbe dato lo spazio per la polemica.
Perchè dopo mesi di silenzio sui giornali locali, la prima notizia che appare è che non si sa dove si farà la centrale; è che si fa una centrale provvisoria dalla Balocco.

Da quando si è iniziato a pensare al teleriscaldmaneto ai cittadini non è mai stato detto chiaramente come sarebbe stata fatta la centrale. Si è parlato di possibilità di avere biomasse, di assenza di combustibili, di energia pulita, ma tutta questa pubblicità è servita solo a far insospettire la gente.
Perchè lettere sui giornali, mail al comune od EGEA non hanno mai avuto risposta?
Non è che il cittadino si diverta a perder tempo per rompere le scatole. Vuole solo sapere cosa faranno di fianco a casa sua.

Avessero avuto il coraggio di chiamare con il loro nome le cose non si sarebbe arrivati alla tensione di ieri sera.
Dire che il teleriscaldamento razionalizza e si inquina meno. Si inquinerà meno per il riscaldamento, ma si fa elettricità, quindi localmente si inquinerà di più. Se a scala planetaria il bilancio sarà positivo ai cittadini non importa.
Dite che l’intervento serve a tenere a Fossano la Michelin.
Dite che la centrale provvisoria serve anche a Balocco, che persona intelligente, eviti di fare dichiarazioni filantropiche sulla stampa locale (La Fedeltà cita frasi come “per il bene della città”) cioè: evitiamo l’ipocrisia e diciamo le cose come stanno. Non c’è da vergognarsi od avere paura.

La verità vi renderà liberi dice il Vangelo.

[ae]

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6 risposte a “(Tele)cronaca del (Tele)riscaldamento

  1. Ieri sera abbiamo toccato con mano, anche a Fossano, la crisi di rappresentatività delle istituzioni e della classe politica, che in questo caso non ha saputo gestire e comunicare le fasi di questa vicenda. Una buona comunicazione avrebbe evitato di portare a certi livelli i toni della discussione e le paure della popolazione che invece, a causa della mancanza di trasparenza teme chissà quali pericoli e sotterfugi. L'”omertà” della macchina comunale ha scatenato reazioni energiche: ad interventi lucidi ed intelligenti si sono alternate sceneggiate isteriche di capipopolo che ho trovato un upo’ imbarazzanti. Una buona comunicazione avrebbe evitato tutto ciò e forse con la partecipazione di tutti si sarebbe arrivati ad una soluzione che avrebbe accontentato (quasi) tutti. Inoltre il pelo sullo stomaco e le palle quadrate dell’ing. Carini da una parte e le faccie terrorizzate e da zombie di sindaco e assessori dall’altra rappresnetano l’immagine di una situazione attuale e preoccupante: quelli che abbiamo votato (la politica) hanno molto meno potere decisionale di altri soggetti (l’economia e il mercato) su cui non abbiamo alcun controllo. E nel caso di Egea (partecipata da comuni e fondazioni e socia del comune in Alpi Acque) è ancora più difficile che la politica prevalga sull’economia.

  2. Condivido pienamente tutto questo discorso. Non è difficile in ogni caso vedere la Michelin come il principale soggetto economico della Granda e con un peso politico enorme, in virtù del numero di persone dipendenti e dell’indotto che grazie ad essa vivono.
    E’ evidente che un buon politico deve tenere conto di questo bacino di elettori e un buon amministratore deve sapere cogliere tutte le opportunità che posssano facilitare il proseguio di questo rapporto.
    Ma è assolutamente necessario che tutto si svolga in modo chiaro, e il più possibile condiviso. E’ inaccettabile un ricorso a sotterfugi, promesse vaghe, vere e proprie falsità (come il dipartimento inesistente nella lettera del sindaco) per giustificare un’operazione che altrimenti poteva essere perfino un successo politico importante, piuttosto che una cocente sconfitta. A questo punto infatti, sarà molto difficile per il sindaco non apparire come il solito prepotente di turno che è andato avanti comunque su un progetto, nonostante il parere contrario dei suoi cittadini.

  3. In ogni caso io credo si possa pensare anche ad un problema di informazione da parte di quei terzi che dovrebbero in un qualche modo evidenziare le azioni dei politici presso l’opinione pubblica: i giornali, le radio, i media in genere.
    A tal proposito Michele Serra commenta lo stato dell’informazione nazionale e del come viene vissuta dall’opinione pubblica in modo molto chiaro ed esemplare anche nel nostro piccolo:
    “I quotidiani di ieri, che con pochissime eccezioni hanno eseguito il “facci sognare” di D’Alema a Consorte come una festosa fanfara, non saranno mica, per caso, gli stessi giornali italiani che (unici sul Pianeta Terra) dedicano ai leader politici dieci o quindici o pagine ogni giorno? E se sono gli stessi, come mai non si rendono conto che la cosiddetta “antipolitica”, inevitabilmente, riguarda anche loro, riguarda il loro casting di ogni giorno, riguarda il vincolo strettissimo e asfissiante che hanno stabilito, da casta a casta, con i politici e le loro parole, non tutte storiche, non tutte indispensabili, non tutte interessanti?
    Il sistema dei media, e specialmente quello dei giornali quotidiani, viene visto (specialmente dai giovani, che infatti non leggono i giornali) come parte integrante di questa politica, di questo sistema politico, di questi partiti. Non è abbastanza “terzo” per potersi permettere lo spregio del personale politico, perché ogni schizzo di fango sulla politica centra in pieno anche molte prime pagine. Bisognerebbe avere dimostrato ben altra indipendenza dalle trame di palazzo per permettersi di ergersi a giudici della politica stessa. Per il pubblico, che non è scemo, la campagna contro D’Alema oggi, e contro qualcun altro ieri e domani, è solo una campagna politica, non una campagna giornalistica. La differenza c’è. Eccome”

  4. Che l’informazione in Italia non provi neanche ad essere obiettiva, ma segua fedelmente la linea dei propri editori e dei propri padroni è certo.
    Che le notizie vengano date non per informare ma per fare reagire in questo o in quell’altro modo i lettori è altrettanto certo. Difficile è trovare delle soluzioni: l’editoria costa e chi mette i soldi non vuole una linea editoriale che lo danneggi, anzi… purtroppo ai giornalisti con la spina dorsale e un po’ di dignità di spazi ne rimangono molto pochi. Nel caso della centrale però credo che l’errore sia soprattutto del comune, che pur sapendo fin da subito della necessità di una centrale provvisoria non lo ha detto… anzi ha lanciato una campagna commerciale e non informativa sul teleriscaldamento (che effettivamente è stata amplificata senza critiche dai giornali locali).

  5. Caro Sindaco “facci sognare” tutela i tuoi concittadini e non solo i potentati economici…

  6. Pingback: Vecchie scuse « Gruppo Acaja

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