Nocciolati Balocco

Le ultime novità sul teleriscaldamento, l’attenzione che il blog ha avuto in questi giorni e le varie discussioni che sono nate a contorno riportano l’attenzione su alcuni noccioli della questione teleriscaldamento.

Dalla riunione alla Chiesa dello Spirito Santo sono emersi alcuni fatti “tecnici” nuovi, meno importanti forse rispetto agli aspetti “politico/amministrativi”, ma sui quali merita fare chiarezza:

  1. La centralizzazione delle emissioni e la dispersione degli odori;
  2. La verifica degli studi di impatto ambientale;
  3. Il cosiddetto bando di gara.

La centralizzazione delle emissioni e la dispersione degli odori
Questo è il punto centrale di tutta la questione. Secondo i diversi punti di vista la centralizzazione dei fumi presso un’unica sorgente può essere considerata come un bene o un male. Occorre quindi subito distinguere su quale delle due centrali si ragiona, perchè molto diverse tra loro, sia per dimensioni che per destinazione d’uso.
L’ipotesi della centrale Balocco prevede un impianto di piccole dimensioni (18 MW) presso gli stabilimenti Balocco, presumibilmente verso la Frazione Santa Lucia, a nord. Come ribadito in assemblea questa centrale sarà temporanea, al termine resterà attiva solo per la produzione del fabbisogno di Balocco di circa 2 MW. Lo studio sulla dispersione ha riportato un sensibile abbassamento della concentrazione di ossidi d’azoto sull’intera area cittadina, salvo un cono verso Bra nel quale si ha un leggero aumento. Le considerazioni emerse fin’ora sono tutte su questa falsariga: “l’attivazione della rete di teleriscaldamento consentirà di spegnere progressivamente le caldaie più inquinanti con immediati effetti sulla qualità dell’aria che respiriamo” [1]. Inoltre la concentrazione in un’unica zona di emissione consente di introdurre filtri capaci di ridurre l’impatto ambientale. Queste affermazioni possono essere considerate di buon senso per quanto riguarda la centrale Balocco, perchè le dimensioni di questo impianto sono compatibili con le necessità dei condomini allacciati alla rete di teleriscaldamento. La stessa cosa non si può dire della centrale Michelin, che coi suoi 80 MW serve a supplire al fabbisogno elettrico/termico dello stabilimento, per la quale il teleriscaldamento è solo un mezzo per incrementare l’efficienza del sistema e quindi sarebbe da trattare in modo diverso. Infatti l’affermazione sullo spegnimento delle caldaie non porterebbe, nel gioco delle somme/sottrazioni tra fonti di emissione, ad un risultato di pareggio, o di vantaggio dal punto di vista ambientale. I valori in gioco e il buon senso portano a dire che una centrale sempre accesa di quelle dimensioni non può pareggiare lo spegnimento nei mesi invernali di tutte le caldaie di Fossano.
In ogni caso si sta parlando di un certo sottoinsieme di prodotti inquinanti, quelli direttamente emessi dalla centrale. E’ noto, lo stesso Prof. Montrucchio l’ha confermato al termine del dibattito, che esistono le cossidette emissioni secondarie (non emesse direttamente ma che si formano poi in atmosfera e quindi difficilmente controllabili) fini ed extrafini, cioè PM 2,5 e PM 0,1 particolarmente insidiose per l’apparato respiratorio. Di questo non si è parlato e certamente è un problema che riguarda da vicino gli abitanti della zona di Santa Lucia e di Cussanio. A quanto pare non esiste una normativa che imponga controlli su questa tipologia di emissioni [2], quindi farebbe bene il Sindaco ad esprimere nel dettaglio come pensa (se lo pensa) di affrontare questo problema. Quando si parla di coni di diffusione si parla del particolato primario, più grande e caldo rispetto a quello secondario. La dispersione del particolato secondario è invece simile a quella degli odori.

La verifica degli studi di impatto ambientale
Altro fatto nuovo emerso dal dibattito è la cosiddetta verifica dello studio fornito da Egea. Secondo le parole del Sindaco e di Carini è sembrato che la verifica dello studio fosse in realtà altra cosa, come ha detto il Dott. Roberto Vola e riportato da La Stampa [3]: “Ci vuole affidabilità e i dati ambientali di Egea devono essere verificati con rilievi di un ente terzo”. Questo è apparso come un punto sul quale l’amministrazione non poteva che essere d’accordo. In realtà il Sindaco ha affermato [4]: “Pretenderemo non solo l’approvazione, prevista dalla legge, di Provincia e Arpa, ma la certezza tecnica che la situazione ambientale in zona Santa Lucia non si aggraverà”. L’approvazione del progetto non consiste in un contro-studio, ma piuttosto è una verifica tesa a controllare i risultati dello studio del propinente. Ovvero: si parte dai dati iniziali e si verifica che il modello sia conforme a questi dati stessi. In sostanza si certifica la bontà del risultato ottenuto. Questo è stato detto anche durante l’assemblea, ma è rimasto sommerso dalle preoccupazioni legittime, in quanto ignorate a priori dall’amministrazione, sui livelli di inquinamento. In ogni caso il prof. Montrucchio ha spiegato che per impianti della dimensione della centrale Balocco questo tipo di studi non sarebbe nemmeno necessario.

Il cosiddetto bando di gara
Come riportato in [1] e come è stato ribadito durante la riunione coi cittadini, l’assegnazione dei lavori è avvenuta tramite l’utilizzo non di un bando di gara, bensì di un meccanismo noto come avviso esplorativo. Nel caso della Michelin di Cuneo invece è stato adottato un procedimento differente, il cosiddetto Project Financing. Nella nostra pagina sul teleriscaldamento Cuneese è riportato un documento specifico per questa tipologia di finanziamento. Nel caso di Fossano si è preferito l’avviso esplorativo perché in grado di garantire tempi più rapidi per l’esecuzione dell’intervento (sulla bontà di questa scelta si potrebbe obiettare considerando che la centrale di Fossano è ancora da definire mentre quella di Cuneo è ormai in fase di pre-utilizzo, ma è un altro discorso). A questo avviso ha risposto un solo gruppo di imprese: Gruppo Egea in partnership con Alpi Acque (società multiservizi fondata dal Comune di Fossano e dal Comune di Cervere). Egea può anche vantare un rapporto privilegiato con la Elyo, l’azienda che si occupa della realizzazione delle centrali Michelin (cioè amici di amici, in partnership con altri amici). La convenzione con Ati (cioè l’associazione temporanea di imprese formata da Egea ed Alpi Acque) avrà durata di 29 anni e prevede che si realizzi nel centro abitato una rete con un’estensione di circa 18,50 km e sarà tenuta a completare i lavori entro il termine di 3 anni, a ripristinare e riasfaltare le strade secondo tempi certi e procedure predefinite, a risistemare la segnaletica orizzontale e verticale nonché a riparare i manufatti eventualmente danneggiati dalle operazioni di scavo.

Anche da questi tre punti emergono perplessità sul progetto generale, verso le quali sarebbe meglio fare chiarezza per evitare maggiori incomprensioni e tensioni.

[ip]

Informazioni tratte da
[1] "Fossano - Teleriscaldamento a Fossano: Presentato il progetto", GrandaIN
[2] "Pro e contro le centrali a turbogas", http://www.disinformazione.it
[3] "Sull’ambiente e la nostra salute", La Stampa, 14/6/2007, Sezione di Cuneo Pag. 75
[4] "Alla Michelin serve che il vero impianto", La Stampa, 14/6/2007, Sezione di Cuneo Pag. 75

Annunci

Una risposta a “Nocciolati Balocco

  1. Pingback: Les jeux sont fait? « Gruppo Acaja

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...