L’ordinario consiglio comunale

Il consiglio comunale è stato, parola di chi ha partecipato, affollatissimo. Benché Bruno Olivero, assessore all’Ambiente, abbia commentato [1]: “Sulla Balocco noi non avevamo deciso un bel niente: abbiamo fatto tutto alla luce del sole insieme alla gente del quartiere” evidentemente i cittadini hanno deciso che era opportuno vedere di persona l’operato dell’amministrazione. C0sì anche in questo caso, si nota quanto poco ordinario e trasparente appaia il governo della città.

Tra balli di percentuali sul risparmio in bolletta, dal 5 al 20% a seconda della fonte, si scopre che il mantra Balocco: “Grazie alla loro azione il teleriscaldamento partirà prima e con i criteri che avevamo deciso fin dall’inizio. Così la città avrà calore a prezzi vantaggiosi, mentre la Michelin conterà sul minor costo dell’energia mantenendo a Fossano il suo stabilimento” non ha presa persino su altri membri dello stesso consiglio: “Teleriscaldamento e futuro dell’industria non si possono legare. Mercoledì saremo al Ministero delle Attività Produttive a Roma: in quella sede faremo pressioni perché il gruppo francese continui a produrre a Fossano”, chiosa Maurizio Bergia, assessore ai Servizi Sociali. Non solo, Mercoledì, ci informa La Stampa [2], al tavolo della vertenza Michelin Italia, Regione, Comuni,Provincia e Sindacati si riuniranno per chiedere “alla Michelin di rimettere in discussione il piano industriale presentato il 20 febbraio scorso. La multinazionale francese deve garantire investimenti e volumi produttivi alle 4 sedi italiane, due delle quali si trovano nella Granda, cosi come è avvenuto per gli altri Paesi europei, spiega Mario Cravero della Cgil.

La preoccupazione, a detta de La Stampa, è la chiusura del reparto Avion, con 30 dipendenti. Il piano industriale della Michelin, infatti, non prevede tagli occupazionali per gli stabilimenti di Cuneo e Fossano e prevede la creazione di un polo di produzione pneumatici tra Cuneo e Torino e di un polo semi-finiti tra Cuneo e Alessandria, nonchè la conferma di Fossano nella preparazione di rinforzi metallici. Tanta preoccupazione per 30 dipendenti su 2710?

Dunque, se ancora c’era bisogno di conferma, il nesso tra teleriscaldamento e mantenimento dello stabilimento non sussiste. Addirittura non fa differenza, forse, la presenza o meno della centralona a Cussanio.

In consiglio è poi emerso un fatto nuovo, riportato da La Stampa di domenica [3]:
«La nomina di Mario Rossi come presidente della società Alpi Acque per la terza volta non è legittima: il regolamento vieta a un rappresentante del Comune di ricoprire lo stesso incarico per più di due mandati»: così nell’ultimo Consiglio comunale Angelo Mana (Forza Italia) ha accusato la Giunta.
In Alpi-Acque Fossano detiene il 38% delle quote.
«Rossi ha gestito ottimamente la società, tanto che il valore delle nostre quote in sette anni è quadruplicato se ora ne vendessimo una parte, ricaveremo almeno 400 mila euro di plusvalenza». ha detto Paglialonga , mentre Mario Rossi ci informa che «Ci sono comuni interessati ad acquistare quote della società al doppio del prezzo nominale, ma in effetti è poco, considerando il loro aumento di valore e le riserve di capitale».
«Vendendo proprie azioni Fossano perderà peso nella società» ha protestato il consigliere Gianni Viglietta (Forza Italia). «La percentuale del 38% non è strategica – ha concluso Paglialonga – strategico è il lavoro di Rossi che ha raggiunto questi risultati economici: la sua presenza in Alpi Acque tutela gli interessi della città»
Ora, Alpi Acque gestisce, tra le altre cose, acquedotti, fognature e depuratori per un totale di circa 100 mila abitanti.

L’acqua è un bene primario. Forse non è chiaro: L’acqua è un bene primario.

Chi sono i privati dietro a questa società, perchè ci sono, che ruolo hanno? È una società a scopo di lucro? Che interesse può avere il Comune di Fossano nel far sua una plusvalenza su un bene primario, pubblico?
Perché Alpi Acque è una partner di Egea? Che interesse ha, nel mercato dell’energia, una società che si dovrebbe occupare di servizi legati all’acqua?

Come è possibile affermare che tutto si è svolto alla luce del sole quando ogni nuovo raggio rivela nuove ombre e oscure vicende?

[ip]

Informazioni tratte da
[1] “Anche il Comune dice "No alla mini-centrale", La Stampa
[2] “Trasferita al ministero la vertenza Michelin, La Stampa

[3] “Alpi Acque, polemica sulla terza nomina del presidente Rossi, La Stampa

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7 risposte a “L’ordinario consiglio comunale

  1. non capisco molto la logicità di alcune affermazioni: il signor rossi può aver operato bene (dalle dichiarazioni non sembrano emergere questioni sul suo operato) ma se è non è rileleggibile non è rieleggibile. non capisco se sia una polemica pretestuosa dell’opposizione o un’arrampicata sugli specchi della maggioranza. riguardo poi al discorso sul valore delle quote fossanesi in Alpi Acque: dalle dichiarazioni non si capisce se vogliano o meno venderne. Personalmente concordo sul fatto che sia importante mantenere un controllo pubblico sui servizi fondamentali del ciclo idrico.

  2. Io qualcosa da ridire sul suo operato l’avrei. Innanzitutto proprio per il tipo di società, che in quanto responsabile di acquedotti vive in un sostanziale monopolio, per cui il valore quadruplicato delle quote potrebbe dipendere da un gioco sporco sulle tariffe. Un po’ la stessa accusa che si fa ad Egea per il teleriscaldamento: Ad Egea 1milione e 400 mila euro per 29 anni. Al cittadino un risparmio nell’ordine del 5% (o 20, non si sa).
    Un bene pubblico gestito da una società dovrebbe voler dire vantaggi pubblici, verso tutti. Sembra invece che i vantaggi li abbia solo qualcuno. Inoltre non mi sembra che un Comune debba guadagnare nei suoi investimenti, il Comune si dovrebbe preoccupare che a guadagnarci siano i suoi cittadini.

  3. Boicottiamo EGEA, diciamo no alle proposte di allacciamento al teleriscaldamento.
    I prezzi forse ora come ora magari sono leggermente più vantaggiosi, ma quando ci saremo scollegati dalle nostre caldaie, EGEA potrà fare il prezzo che vorrà!

  4. Infatti secondo me il teleriscaldamento non è particolarmente conveniente. Il 5% poi è desunto dal bp che l’egea aveva presentato quindi olivero contraddice un documento che la maggioranza aveva visionato e su cui si basa l’impianto. forse dovrebbe documentarsi meglio

  5. Sul sig. rossi che si può dire? senza entrare nel merito del suo operato anche se è vero che ha agito in un regime di monopolio e che quindi ha avuto vita facile, se la legge parla di due mandati, due mandati devono essere.
    Poi capisco che i politici sono incollati alle poltrone e che 30.000 euro annui come compenso al presidente dell’alpiacque (se non sbaglio) fanno comodo …

  6. Pingback: Camminare sull’acqua « Gruppo Acaja

  7. Ma per favore….EGEA mi puzza troppo……

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