Minestra riscaldata

Pareva che tutto fosse finito, ormai, con l’avvio della centrale. Con un misto di rassegnazione e delusione si è assistito all’inaugurazione, sentito le voci entusiaste, poco rassicuranti, degli amministratori e visto, alla fine, il fumo uscire dalle ciminiere. Come altri, anche il dubbio sull’avanzata tecnologia in uso alla centrale non ha trovato risposta, perdendosi nel silenzio.

Tutti i media locali hanno preso sottogamba la situazione, impegnati com’erano in altre “gloriose” battaglie (il centrosinistra al governo, il parcheggio sotterraneo …). Almeno fino a quando non è stato più possibile ignorare la vicenda. Ora questa situazione si ripropone, coi giornali grancassa del dialogo politico interno alla sala comunale, come se da questo non dipendesse la vita “fuori”, come se non fosse il caso di entrare nel merito di quello che, bene o male, ci si troverà a respirare. Letteralmente.

L’ultimo consiglio comunale ci riporta sulla questione. In particolare per quanto riguardano le prescrizioni del Consiglio deliberate il 6 Agosto e non recepite nell’atto di autorizzazione emanato dalla Provincia. Apparentemente uno scontro “istituzionale” che in realtà sembra scoprire un certo modo di approcciare la questione monitoraggio (ovvero il controllo sulle emissioni, nel comitato partecipano gli abitanti di Cussanio e gli operai Michelin).

Sulla questione Bruno Olivero rassicura: “È evidente che il monitoraggio andrà fatto alla fonte perché se si fa da un’altra parte e nel frattempo si sono attivate altre fonti di emissione, non si può attribuire il cambiamento della qualità dell’aria all’impianto del teleriscaldamento”. A tal proposito è stato chiesto al prof. Gilli (un “luminare nel campo”, secondo La Fedeltà [1]) di far parte del Comitato e dovrà studiare un modello di rilevazione che offra la garanzia di misurare esclusivamente le emissioni provenienti dal nuovo impianto.

Mana invece pone enfasi invece sulla forma: “se la Giunta fa una proposta e il Consiglio comunale la recepisce, poi la si deve far rispettare anche nella forma. Il rappresentante della Giunta non doveva dare il suo assenso al provvedimento autorizzativo”

Il sindaco Balocco ha voluto sottolineare la bontà della decisione: “Si farà un monitoraggio alla fonte, per verificare il livello delle emissioni; seguiremo le attività di monitoraggio; se non aumentano le fonti di emissioni (se, cioè non si insedia un’azienda all’ex Cap con tir che vanno e vengono) ritengo che la qualità dell’aria di Cussanio migliorerà, perché si spegne la caldaia dell’albergo ristorante, quella della Veronesi, quella del Santuario…”
Al solito il bilancio energetico è basato su dati inoppugnabili, non su mere considerazioni basate su liste della spesa (3 caldaie spente per 1) o a sensazione!

Mana ha ribadito che le prescrizioni del Consiglio comunale erano più restrittive: “Se non sono state recepite è perché la stessa ditta sa che lo scenario progettuale, che fa vedere una situazione idilliaca, è appunto solo… progettuale, e non se la sente di impegnarsi, per esempio, a spegnere la caldaia se si superano certi limiti, come prevedevano le prescrizioni del Consiglio comunale e come non è stato scritto nel provvedimento autorizzativo”

Secondo [2] inoltre risulterebbero modificati anche  i limiti di emissione di ossido di azoto passati da 45 microgrammi al metro cubo ad 80.

Il botta-risposta è proseguito a lungo, chiuso da un suggerimento del sindaco: “Questo vostro documento è strumentale. Andate al Tar; fate andare al Tar il Comitato di Cussanio; così sospendiamo tutto…”. 

La questione è riassumibile così: la Giunta propone delle prescrizioni sulle modalità di monitoraggio e reazione nel caso di superamento dei limiti previsti. Il Consiglio Comunale le vaglia e le accetta con una delibera. La Provincia emette la sua autorizzazione con altre modalità, quali, par di capire, la collocazione del sistema di monitoraggio, i valori massimi ammissibili e le azioni da seguire nei casi di sforamento.

Quali siano queste variazioni non è dato sapere nel dettaglio, eppure la questione non è peregrina, è ancora una volta testimonianza di una mancata volontà di trasparenza e dimostrazione di scarsa responsabilità, in un ambito che coinvolge direttamente la salute di nostri concittadini.

[ip]

Informazioni tratte da:
[1] "Teleriscaldamento: Mana torna alla carica", La Fedeltà, numero 38 anno 110, 31 Ottobre 2007
[2] "Fi: "Aria a rischio di inquinamento"", La Piazza Grande, numero 39 anno 19, 30 Ottobre 2007

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6 risposte a “Minestra riscaldata

  1. CITTADINA FOSSANESE

    la furbizia di fossano è talmente tanta che alle prossime amministrative forse sarà di nuovo il meraviglioso attuale sindaco Francesco Balocco il primo cittadino fossanese per altri 5 anni.. speriamo almeno che l’assessore Olivero si metta una mano sul cuore e vada a fare altro, perchè lui e l’ambiente sono 2 mondi opposti!! che non si incrociano mai!!!

  2. la situazione è…”fumosa” in tutti i senti: nessuno che dica le cose come stanno ma tutto è sfumato..
    personalmente ritengo che il bilancio ambientale non potrà migliorare con il teleriscaldamento, e che mai, una volta avviato il sistema la caldaia potrà essere spenta! sono solo propaganda di chi le dice, di cui mi spiace dover rilevare l’ipocrisia… se voglion0 far far il teleriscldamento ad egea, che lo facciano! ma dicano le cose come stanno e non si nascondano dietro bandiere ecologiche o altre parole!il teleriscaldamento è la maschera per una centrale elettrica… business di sicuro futuro! Teleriscaldamento a fossano e intesa alpi acque-egea, è mossa politica per creare massa critica in vista dell’ATO (autorità d’ambito) unico in provincia di cuneo prevista dalla legge galli! non siamo dei polli!!

  3. Concordo pienamente con te Greg.
    Alla nostra città urge un ricambio politico, 15 anni al potere sono troppi. I politici ogni tanto bisogna cambiarli se nò si “radicano” troppo sul territorio…
    Quanto è triste la nostra cittadini, perfino oggi che ho fatto un giro in via roma dove c’è uno striminzito mercato delle pulci ho provato pena per come siamo messi.

  4. Per CITTADINA FOSSANESE e Gina
    Probabilmente se l’alternativa è il Forzista collaborazionista Mana….meglio quello attuale!

  5. Pingback: Primi della classe e altre notizie « Gruppo Acaja

  6. Sto constatando la trasformazione in atto nei partecipanti alle discussioni; dalle semplici riflessioni critiche su argomenti di interesse generale, si è iniziato a poco a poco a parlare di politica ed a pensare al futuro. Ma per fare “amministrazione” (“politica” è un termine che non mi piace molto), occorre avere un “progetto” generale della città. E’ necessario innanzitutto stabilire quali siano le priorità su cui impegnarsi e poi fare un progetto condiviso o condivisibile. Lo scopo del nostro sondaggio “Vota la Tua città” è fondamentalmente questo. Sui risultati poi si lavorerà per presentare proposte concrete appoggiando la “persona” non il “politico” che si impegnerà a portarle avanti o da portare avanti per conto nostro. Ci siamo resi conto che la cittadinanza aderisce volentieri ed esprime idee interessanti. Credo che verso fine aprile saremo in grado di proporre i risultati (ne abbiamo già raccolti alcune centinaia e sono in via di elaborazione a tempo perso, non potendo trascurare il lavoro). Invito ancora i promotori di queste pagine e tutti i commentatori a diffondere il questionario dell’ “Osservatorio” tra amici e conoscenti: potete inviarcelo e-mail agli indirizzi che trovate su questo sito o consegnarlo all’edicola davanti al Duomo che ci sta dando una mano nella raccolta. La porta dell’Osservatorio è aperta a tutti; la prossima riunione sarà lunedì 10/03/ ore 21 in Via Roma n. 68. Presto avremo anche un logo.
    Osservatorio Fossanese

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