A momenti sfuggiva

Nonostante le rassicurazioni da parte dell’Amministrazione circa i livelli di inquinamento registrati nei mesi di Ottobre(una “tara” rispetto alle prossime rilevazioni con la centrale attiva), così ampiamente divulgate sulla stampa locale¹ [2],  alcuni abitanti di Cussanio hanno deciso di fare ricorso al Presidente della Repubblica per richiedere la sospensione dell’attività della centrale di cogenerazione. Di questo dà notizia solo il giornale “minore” [1], essendo forse l’altro in altre faccende troppo affacendato².

Eppure l’importanza della notizia è evidente, specie per le istanze di chi, come noi, esige la massima trasparenza in generale, a maggior ragione in questioni di salute pubblica, e che in questa vicenda hanno rilevato molti (troppi?) punti oscuri. Anche perchè il ricorso “non è nel merito della questione, quanto nei modi con cui è stata affrontata” spiega l’Avv. Rocco Sardo. Nei modi, appunto.

Tra vincoli proposti e poi non rispettati, bilanci ambientali fatti “a spanne”, vantaggi economici solo promessi per gli utenti, situazioni ambientali preesistenti preoccupanti e non approfondite (per non dire ignorate), c’è solo l’imbarazzo della scelta per farsi da sè un giudizio sulla questione Teleriscaldamento Fossanese.

Giudizio che, nonostante tutta la simpatia, il rispetto, il tifo, l’amore che si possono nutrire nei confronti dei protagonisti della vicenda, non può essere tenero nei confronti di questa Amministrazione.

¹ Una specie di comunicato stampa, essendo pressochè identico nella forma e nel contenuto sia su La Fedeltà che su La Piazza Grande. Interessante come La Piazza Grande l’ abbia pubblicato con un carattere leggermente diverso dal resto della pagina come a dire: “Noi, con ‘sta roba non centriamo!

² Nè lo fa la settimana successiva

[ip]

Informazioni tratte da:
[1] “Teleriscaldamento, è ricorso“, La Piazza Grande, numero 2 anno 20, 15 Gennaio 2008
[2] "Cussanio, non esiste un'emergenza polveri sottili ", La Piazza Grande, numero 2 anno 20, 15 Gennaio 2008

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2 risposte a “A momenti sfuggiva

  1. Sarebbe il momento di fare un po di chiarezza su tutto il polverone (perdonate il termine…) che si è sollevato attorno alla centrale.
    Quel che conta dopo tutto è capire se ci possano problemi o rischi alla salute di chi abita proprio li vicino, e quali siano le misure di controllo adottate.
    In più sarebbe trasparente far avere ai cittadini un modo semplice per rendersi conto che i controlli registrino valori nella normalità.
    Sui media si è sentito di tutto ultimamente, da chi dice che i termovalorizzatori e le centrali termiche non hanno nessun collegamento con aumenti di tumori o simili (Veronesi) a chi insinua il dubbio che ci stiano avvelenando senza dircelo (forse un po eccessivo).
    Quel che manca è CHIAREZZA, fatti non p…..e (come diceva il comico id zelig) .

  2. Da La Fedeltà del 30 Gennaio:
    “Le polveri sottili sono un problema vero, e qualsiasi provvedimento si assuma per limitarlo impone qualche sacrificio ai cittadini (Ztl, limitazioni all’uso di determinate auto, ecc…) Queste limitazioni vengono sistematicamente contestate […] Salvo poi stracciarci le vesti se si ipotizza l’apertura di una centrale per il teleriscaldamento: allora si diventa attentissimi alle polveri sottili, si guarda il pelo nell’uovo, si fanno ricorsi, anche se i tecnici assicurano che la centrale non altererà la situazione,mentre le auto, quelle sì sono responsabili dell’alterazione già in atto” (Polveri sottili, psicosi e… coerenza dei cittadini)

    Prima di tutto: il fine non giustifica i mezzi. Specie se si parla di pubblica amministrazione. A maggior ragione se il fine non è quello propagandato. Poi si fa di tutta l’erba un fascio, mischiare chi critica i blocchi per le auto in centro storico con chi si lamenta di una gestione SCANDALOSA dell’ affaire teleriscaldamento. Due questioni unite solo dal prodotto di scarto: i fumi.
    Poi, che le soluzioni per l’abbattimento delle polveri siano sempre e solo obblighi e divieti non è che la dimostrazione che abbiamo una classe dirigente che non ha alcuna fantasia, che tira solo a campare facendo quello che fan tutti, senza copiare i “coraggiosi” che magari tentano altre strade. Con lo stesso principio e generalizzando anche io, perché osannare il modesto 40% di riciclo fossanese quando la soluzione più comune sono gli inceneritori? Anche qui, solo fumo, o no?

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