Perso in un bicchier d’acqua

Alpi Acque rincara le tariffe. Solo il 5 – 6%, è dal 2002 che le tariffe non salivano. Commenti all’intervista a Mario Rossi su La Fedeltà [1].

“Un adeguamento necessario – sostiene il presidente di «Alpi acque» Mario Rossi – perché la tariffa era ferma dal 2002, mentre la società, in questi anni, ha effettuato notevoli investimenti; inoltre c’è stato un aumento dei costi delle materie prime, in particolare dell’energia e del costo del lavoro”

Così non è l’acqua, la materia prima. Così, immagino, per abbattere i costi energetici si è scelta la partnership con Egea per il teleriscaldamento?

Quando è nata “Alpi acque”?
La società è nata nel 1999 per iniziativa dell’allora assessore ai Lavori pubblici Francesco Balocco. Nacque come società pubblico – privata: i soci fondatori furono il Comune di Fossano (con il 51% di quote), il Comune di Cervere (con l’1%) e la Crea, con il 48% di quote.
Complessivamente il capitale sociale ammontava a 1 miliardo di vecchie lire; Fossano versò la sua quota cedendo alla società la proprietà della sede di piazza Dompé, valutata 510 milioni di vecchie lire. Il socio privato (Crea) versò 500.000.000 come sovrapprezzo azioni.

Da chi acquistano le quote i nuovi Comuni?
Dal Comune di Fossano che, dopo aver acquistato la quota principale per far partire la società, si è pian piano “alleggerita”, facendo entrare nuovi Comuni, favorendo così l’ampliamento e rientrando del denaro immesso. Le ultime quote sono state cedute a un valore doppio rispetto al valore nominale, più un sovrapprezzo azioni rapportato alle riserve della società che ammontano a circa un milione di euro.

Di quale denaro deve rientrare il Comune, se ha offerto la sede? Poi, basta il “doppio” del valore nominale per recuperare il valore dell’immobile, vista la bolla immobiliare degli ultimi 9 anni?

Questo significa che Alpi acque è in buona salute?
Sì, fin’ora i profitti non sono stati redistribuiti ma sono stati utilizzati per aumentare le riserve. Per questo chi entra deve pagare di più: si trova una società avviata con un fondo di riserva consistente.
Perché non si utilizzano le riserve (consistenti) anziché aumentare le tariffe?
Questa è una decisione che spetta ai soci (privati e pubblici): fin’ora non è mai stata avanzata una proposta del genere.

Giusto. Ho grosse riserve. Aumento le tariffe. Tanto sono un privato e faccio quello che mi pare. Sono un privato no?

L’aumento delle tariffe ha a che fare con l’Ato?
L’aumento che gli utenti troveranno nella bolletta in arrivo nei prossimi giorni è stata decisa dalla nostra società, ma sottoposta al vaglio dell’Ato, alla quale dobbiamo dimostrare che l’aumento è necessario per pareggiare il bilancio.

Pareggio di bilancio? Delle due l’una: o la società accumula riserve, oppure è in rosso, quindi deve pareggiare… In ogni caso Mario s’è perso.

Intanto si parla della tariffa unica…
Sì, l’Ato intende arrivare a una tariffa unitaria entro il 2015 su tutto il territorio provinciale. Un obiettivo non facile perché le situazioni sono molto differenziate.
Fossano ci rimetterà?
Fossano non ci rimetterà perché sta all’incirca nella media delle tariffe provinciali. Per quanto riguarda il nostro bacino la tariffa media è attualmente 0,7453, mentre Fossano è 0,7260; si prevede di arrivare a 0,8977, con investimenti da effettuarsi nel triennio pari a circa 15 milioni di euro.

Fossano non ci rimetterà. I cittadini forse si, l’aumento è di circa il 20%.

Qual è il consumo di acqua dei fossanesi?
Più o meno quello degli altri utenti, circa 200 litri al giorno.
Così tanto?
Bisogna calcolare che quando si tira lo sciacquone del water si consumano 9 litri d’acqua. Per non dire delle docce…
Vi ponete l’obiettivo di contenere i consumi?
Il problema dell’acqua non è da sottovalutare. Abbiamo intenzione di effettuare una campagna di sensibilizzazione nelle scuole per ridurre i consumi inutili e gli sprechi.

Si calcolano circa 50 litri d’acqua per la doccia. Più o meno 2 i litri d’acqua per bere. Per carità, Fossanesi!,smettetela di andare al bagno!

Mi sento di condividere con Mario Rossi un solo pensiero: Il problema dell’acqua non è da sottovalutare. Ci sarebbe quindi da non sottovalutare anche chi, a vario titolo e con diverso merito, occupa posizioni rilevanti per la vita di tutti noi. E lo fa mostrando spesso di essere fin troppo sopravvalutati, da noi, povera gente comune. Per questo mi sento in dovere di chiudere questo pezzo citando l’approfondimento di Enrico Castellano riguardo Poste Italiane [2]:

Il vero grande problema è però che si crede di risolvere i problemi del pubblico portandovi una forma aziendale di tipo privato, pensando che la virtù del mercato derivi dall’incentivo del profitto, e non invece dalla libertà di scelta del consumatore.

Non che i nostri servizi pubblici non abbiano bisogno di adottare le migliori esperienze delle aziende private per quanto riguarda la produttività, l’efficienza, l’attenzione ai risultati economici, anzi. Ma questo non può prescindere dalla considerazione di quale dovrebbe essere la propria missione fondamentale e non può quindi limitarsi alla via più comoda della ricerca di ricavi e utili “purché sia”. E questo è tanto più critico quando l’azienda eroga un servizio pubblico in un regime che di fatto è di monopolio.

[ip]

Informazioni tratte da:
[1] “Aumenta la bolletta dell’acqua“,
La Fedeltà, numero 7 anno 111, 20 Febbraio 2008
[2] “Le Poste hanno scelto la via più facile, quella di aumentare i ricavi e gli utili“, La Fedeltà, numero 7 anno 111, 20 Febbraio 2008

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2 risposte a “Perso in un bicchier d’acqua

  1. Fossano vende le sue quote ai comuni che vogliono aggregarsi al doppio del valore iniziale, la crea le ha vendute all’egea 5 volte il valore iniziale. Chi è più furbo?

  2. non vorrei ricordare male ma la legge galli impone un gestore unico per ogni ATO (Ambiti Territoriali Ottimali ); non so con che tempistiche.
    http://www.nuoveacque.it/societa_legge_galli.asp?menu=1

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