Piccola storia di ordinaria follia

(…E’ tutto inventato…o quasi)

Sono le ore 19.30 una voce metallica ha appena annunciato che il treno delle 18.25 partito da Porta Nuova e diretto a Cuneo ha accumulato un ritardo di 15 minuti…Tra me e me penso che i minuti sarebbero 20 ma si sa noi pendolari abbiamo sviluppato una certa tolleranza e non sottilizziamo.

Infilo il cappotto, la sciarpa e mi dirigo verso le porte del treno. Un foglio giallo con su scritto temporaneamente fuori servizio attira la mia attenzione…proseguo oltre, verso la carrozza successiva e con i miei compagni di sventura, in silenzio, mi appresto a scendere.

Poco prima intravedo dal finestrino Fossano e tutto sommato mi sento sollevato, il caos e l’inquinamento torinese sono oramai alle spalle e in fin dei conti se tutto va per il meglio alle otto cenerò con la mia famiglia.

Scendo la scaletta e mi infilo nel sottopassaggio, un po’ inquietato a dirla tutta dalle crepe e dalle infiltrazioni del soffitto, ma ho fretta e voglio tornare a casa. Proseguo a passo spedito e a due a due salto i gradini dell’ultima scalinata. Con il fiato corto arrivo di fronte al nuovissimo Movicentro, respiro profondamente e quasi stramazzo al suolo avvelenato.

Con mio sommo stupore infatti l’area adiacente al nuovo edificio si è trasformata in un parcheggio selvaggio su tre o quattro file. Le auto al suo interno sono tutte con il motore rigorosamente acceso.…Incredibile…

A questo punto nonostante il mio status di “pendolare” mi incazzo, e guardo con sguardo minaccioso una signora che con la sua costosa berlina parcheggiata in tripla fila mi sta affumicando…non dico niente…chiedendomi però perché il senso civico non abbia fatto proseliti in Italia…(o a Fossano).

Mi avvio mestamente verso casa, attraverso la strada, passo il ristornate cinese, il call center arabo e giungo ad un secondo attraversamento pedonale ostruito dal solito SUV nero che tutti i giorni, alla solita ora, impedisce alle persone il libero passaggio.

Sono quasi rassegnato, quando, ad un certo punto noto un signore sulla cinquantina che con il mio stesso stato d’animo si avvicina al mezzo abusivamente parcheggiato.

Mi volto e lo osservo; con molta naturalezza estrae dalla tasca del cappotto una chiave che preme con forza sulla portiera posteriore del SUV, dà una rapida occhiata all’opera e se ne và, come se niente fosse.

Rimango un attimo sorpreso ma continuo a camminare ripensando a ciò che mi è appena accaduto.

Rido, ma amaramente rifletto sul come, una persona qualsiasi, apparentemente tranquilla, abbia potuto pensare nel suo piccolo di farsi giustizia da se.

Nel frattempo frugo nelle tasche del mio abito, srotolo le auricolari del cellulare e accendo la radio. Giusto in tempo per le news!

Una voce che non lascia trasparire emozioni annuncia l’approvazione dell’ennesima legge salva processi…

[Giobbe]

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2 risposte a “Piccola storia di ordinaria follia

  1. non penso avrò mai 1 suv.. nel caso cercherò di non parcheggiarlo su attraversamenti pedonali! tra l’altro, a proposito di movicentro e dintorni hanno piazzato 1 vasca decorativa proprio sulla direttrice uscita stazione – biciclette di bici in città: risultato si vede gente che passa sulle lastre di bordo vasca. tutto bene, ma i progettisti non pensano che il percorso minimo tra 2 punti è dato dal segmento che unisce i 2 punti?

  2. @greg: saranno gli stessi progettisti della Asti Cuneo: uniti da una zeta!

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